Venator: in Regione il progetto della discarica definitiva. Lavoratori: «Buona notizia ma non basta»

Venator: in Regione il progetto della discarica definitiva. Lavoratori: «Buona notizia ma non basta»

Data: 01/04/2024

Martedì scorso, a quasi due mesi dall'inizio della cassa integrazione, i lavoratori di Venator iscritti alla Filctem Cgil si sono riuniti in assemblea per fare il punto della situazione.

«Esprimiamo soddisfazione per i passi avanti - dicono i lavoratori iscritti alla Filctem Cgil - perché, finalmente, è possibile parlare di un progetto per la discarica definitiva nell’ex “bacino fanghi Solmine” che è stato depositato per ottenere l’autorizzazione regionale. Siamo però molto preoccupati per il tempo che passa con la spada di Damocle della pesante cassa integrazione sul personale. E per il progressivo dissolversi dell’occupazione in Venator e nell’indotto, e nessun segnale di ripresa della domanda di mercato per il biossido di titanio».

I lavoratori, pertanto, chiedono che i loro sacrifici non siano vani e che tutte le autorità e l’azienda si muovano velocemente per arrivare ad una soluzione che, in armonia con salute e sicurezza dei lavoratori e nel rispetto dell’ambiente, ripristini i livelli occupazionali in Venator e nelle imprese appaltatrici, che stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi. «Le soluzioni tecniche sono state individuate - dicono i lavoratori - occorre che l’iter autorizzativo per le discariche oltre che rigoroso sia anche il più possibile celere e senza intoppi».

Lavoratori: «Riconvochiamo il tavolo di crisi regionale»

I lavoratori chiedono anche di riconvocare il tavolo di crisi regionale, già fissato l’11 dicembre e rinviato per indisponibilità dell’azienda, per fare il punto su Cigs e prospettive future di tutto il polo industriale del Casone.

Allo stesso modo sollecitano nuovamente i rappresentanti politici nazionali, che di fronte ai lavoratori si sono presi l’impegno a sostenere anche col governo le soluzioni per stoccaggio e riduzione dei gessi, a dare seguito alle parole spese. Anche sostenendo e sollecitando le azioni prospettate a livello europeo contro le pratiche commerciali sleali dei produttori di biossido di titanio cinesi, che destabilizzano il mercato europeo.

«È determinante fare presto, perché i lavoratori e le loro famiglie stanno già soffrendo economicamente la crisi - dicono - Perché il territorio sta già perdendo residenti, posti di lavoro e importanti professionalità. Perché la fabbrica possa trovarsi pronta alla ripartenza ai primi segnali di ripresa del mercato».

Filctem Cgil continuerà a confrontarsi con lavoratori e istituzioni in ogni occasione per non perdere, ma incrementare, la manifattura in provincia di Grosseto. Ribadendo la necessità del lavoro buono e qualificato e con alti standard di sicurezza che in tanti anni è stato garantito dall’industria.

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