Terribile: «Chi è in graduatoria aspetta 19 anni per una casa popolare»

Terribile: «Chi è in graduatoria aspetta 19 anni per una casa popolare»

Data: 05/02/2024

Lo scorso anno 180 appartamenti di edilizia residenziale pubblica (Erp) dei circa 3.000 di proprietà dei Comuni associati nel Lode grossetano (livello ottimale di esercizio) sono rimasti inutilizzati perché mancavano i soldi per ristrutturarli. Tutto questo a fronte di 1.212 famiglie in graduatoria per l'assegnazione di una casa popolare.

Ma la cosa più assurda che emerge dallo studio effettuato dalla società Nomisma per conto di Cispel Toscana, è che nel territorio del Livello ottimale di esercizio (Lode) grossetano ci vogliono mediamente 19 anni per assegnare un appartamento pubblico a chi è in graduatoria. Parte da questi dati Antonio Terribile, segretario provinciale del Sunia, per fare una valutazione complessiva della situazione in provincia di Grosseto. Chiamando in causa le amministrazioni comunali e il governo, responsabili di uno stallo inaccettabile nelle politiche per la prima casa che si protrae oramai da troppi anni.

Terribile: «Azzerati anche i contributi per gli affitti»

«Dal 2019 al 2022 sono stati assegnati appena 70 appartamenti (5,7% del totale delle domande, a fronte della media regionale del 6%) - spiega Terribile - Fra l'altro la provincia di Grosseto ha una crescita dell'11, 9% dei nuclei familiari con Isee e dichiarazione sostitutiva unica al di sotto dei 16.500 euro di reddito, rispetto a una media del +8,2% della Toscana. Un dato che evidenzia il trend di impoverimento di questo territorio».

Nella difficoltà generale, a parere del Sunia due sono i livelli principali di responsabilità, che non sono attribuibili all'Edilizia provinciale grossetana (Epg) in quanto ente gestore del patrimonio edilizio pubblico, ma al governo e ai comuni che hanno costituito il Lode (livello ottimale di esercizio). «La cui latitanza - dice Terribile - è la vera causa dell'assenza di politiche sociali per garantire la casa alle fasce più deboli della popolazione. Il 2024, infatti, è il secondo anno in cui il governo ha azzerato il contributo per gli affitti, scelta foriera di altre morosità, sfratti e tragedie esistenziali per le famiglie più povere. Alla quale si aggiunge l'azzeramento del fondo governativo per le Regioni (articolo 12 Legge 80/2014) destinato a ristrutturazioni e manutenzioni degli alloggi popolari. Gli stessi Comuni, poi, non destinano praticamente risorse a manutenzioni e ristrutturazioni, e hanno destinato al fondo integrativo per i contributi sugli affitti solo risorse residuali».

Dall’analisi di Nomisma, ad esempio, emerge che nel Lode grossetano il patrimonio Erp ha un’età media di 50 anni:

  • il 60% risale al periodo 1930-1970,
  • il 30% agli anni 1971-2000,
  • il 10% dal 2000 in poi.

Nel 2022 due terzi degli alloggi erano in attesa di manutenzione: il 25% con lavori finanziati, e il 41% in attesa di finanziamento. Con appena il 13% degli alloggi sfitti non occupati che è stato reso disponibile nel corso del 2023. Sempre Nomisma, poi, stima per conto di Cispel Toscana che nei prossimi 5 anni saranno 500 gli appartamenti che per vari motivi saranno lasciati dagli attuali inquilini, andandosi ad aggiungere ai 180 rimasti sfitti lo scorso anno per mancanza di manutenzione.

Da oggi al 2028, gli alloggi consegnati saranno appena 70-80 all'anno

«A fronte di tutto questo – conclude Terribile – nel futuro prossimo si prefigura una grande svendita di 559 appartamenti pubblici, che secondo voci sempre più insistenti il governo vuole liquidare a prezzi di saldo per fare un'operazione politica. Senza che questo si traduca in un incasso adeguato a costruire nuovi appartamenti e a ristrutturare i vecchi. Procrastinando nei prossimi anni quello che già oggi è un problema sociale enorme. Per questo a governo e Comuni che costituiscono il Lode grossetano chiediamo di:

  • destinare il 2% dei loro bilanci al problema dell’housing sociale;
  • sperimentare anche forme innovative che consentano la ristrutturazione di parte delle abitazioni stesse da parte degli assegnatari, come previsto dalla legge regionale 2/2019 vigente.

Per ridurre i tempi di inoccupazione degli alloggi di risulta e rispondere ai bisogni delle famiglie in attesa di assegnazione».

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