La FILLEA CGIL e la FILCA CISL di Grosseto sono delusi dall’azienda Santafiora pietre per quanto dichiarato a mezzo stampa per la loro partecipazione alla fiera internazionale del marmo a Verona.
L’azienda con sede a Vitorchiano (VT) con unità produttiva a Manciano riesce ad essere leader di comunicazione alla fiera ma ci sono problemi che vanno risolti.
L’atteggiamento è il solito, sempre lo stesso. La politica del rimando quando è il momento di dare mentre quando c'è da avere dobbiamo correre e magari metterci una pezza.
Questa realtà, che attualmente occupa 14 operai a Manciano, negli ultimi anni ha aperto due procedure di mobilità, nella prima fortunatamente hanno aderito volontariamente alcuni operai mentre non più tardi di un anno fa, nella seconda, sono stati licenziati gli ultimi 4 operai fra cui una RSU e l’RLS.
In questo frangente l’azienda lavora molto e gli operai rimasti in pochi fanno il lavoro di tanti, impegnandosi e lavorando duramente come afferma anche Forieri, proprietario insieme ad altri soci, nella nota a mezzo stampa.
I contratti integrativi servono anche ad avere obiettivi comuni e condividere per migliorare l’organizzazione del lavoro. Nel bel mezzo della crisi non abbiamo visto investimenti né su macchinari né sulle persone, anzi, abbiamo sempre ascoltato la direzione aziendale che faceva da vittima. A questo punto non crediamo più in quello che viene dichiarato nelle sedi sindacali, e siamo pronti a forme di protesta.
Nell’ultimo periodo si sono accentuate anche delle preoccupazioni sulla salute e sicurezza dei Lavoratori, nell’Aprile del 2017 le OO.SS. hanno richiesto anche l’intervento della AUSL 9 di Grosseto per verificare se fossero rispettate le normative di sicurezza.
La direzione degli operai è chiara. La richiesta che facciamo è per la continuità aziendale. Richiediamo investimenti sui mezzi di lavoro che mancano da anni e investimenti sulle persone per la capacità di alta specializzazione e di produzione che gli operai di Manciano hanno nella loro esperienza lavorativa di cavatori. Forse sarebbe meglio suggerire alla direzione aziendale di spendere le loro risorse sulle persone che lavorano, per fare un pasto buono.
Resta la piena disponibilità delle OO.SS. di continuare la contrattazione per il futuro della realtà produttiva.

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